Cos'è
Nella notte tra il Giovedì e Venerdì Santo, si svolge, per le vie del centro storico, una processione penitenziale chiamata “A Cerca”. Il rito, curato dalle due confraternite presenti nel paese, viene così chiamato con l’intento di esprimere un’idea ben precisa: ogni uomo rappresenta Giuda, che ha tradito Gesù proprio la sera del Giovedì Santo, pentito per aver consegnato Cristo alla morte, vaga ramingo alla “ricerca” del Signore, chiedendo perdono del suo peccato.
Durante la processione, a suon di catene e troccole (disciplina), i confrati, indossando l’abito proprio (chiamato cappa) e con il volto coperto da un cappuccio bianco (per vergona del proprio peccato), si fermano in posti prestabiliti, detti “stazione”, e qui intonano lamenti in latino e canti in vernacolo siciliano, che descrivono i vari momenti della Passione di Cristo.
Fino agli anni ’80 avevano luogo due “cerche”, la prima, detta dei confrati, alla quale partecipavano le confraternite e il popolo maschile, iniziava alle ore 02.00; a seguire, intorno alle 4.30, prendeva il via quella detta del clero, alla quale partecipavano i sacerdoti e le donne. Ad oggi il rito si svolge un sola volta, riunendo confraternite, clero e popolo tutto, e prende il via allo scoccare della mezzanotte.
BIBLIOGRAFIA
Mario D’Amico, Storia Arte Folklore di Casalvecchio Siculo, Casalvecchio Siculo 1971;
Mario D’Amico, Palachorìon. Storia di un paese della Valle d’Agrò, Giannotta Editore,
Catania-Verona 1979;
G. Azzaroni - C. Leonardi – G. Lipani, La Settimana Santa nella Valle d’Agrò, Bologna,
CLUEB, 2010, pp. 137-167.